Si apre in una nuova scheda

Tra i 100 Innovatori di Startup Italia 2025/2026: il giorno in cui il riscatto ha fatto rumore nel silenzio

Ci sono riconoscimenti che non arrivano con un applauso, ma con il silenzio.
Un’email aperta distrattamente. Un titolo letto una volta sola. E poi il corpo che si ferma, prima ancora della mente.
Essere inserita tra i 100 Innovatori 2025/2026 di Startup Italia è stato così: non un traguardo da esibire, ma un momento da attraversare.

Ci sono notizie che non arrivano con una telefonata, né con un applauso.
Arrivano mentre stai controllando la posta, convinta che sia l’ennesima email vuota.

Sono iscritta ad un servizio di rassegna stampa che monitora tutte le uscite giornalistiche che mi riguardano. Pensavo fosse una comunicazione automatica, come tante. Invece c’era un link. Ho cliccato. Ho letto il titolo.
Ed il corpo ha reagito prima della mente.

Sono rimasta ferma. Le mani che tremavano. Lo sguardo fisso su un punto indefinito davanti a me. Minuti interi senza riuscire a parlare. Io che della comunicazione ho fatto il mio mestiere, non riuscivo a emettere suono.

Eppure lo sapevo: avrei dovuto urlarlo ai quattro venti.
Ma certe notizie hanno bisogno di silenzio, prima di diventare voce.

“Nicoletta, è il giorno”

A un certo punto l’ho pensato chiaramente:
Nicoletta, è il giorno.

Sapevo che la mia vita sarebbe cambiata dalla sera alla mattina. Non per un colpo di fortuna. Non per una scorciatoia. Ma perché, a forza di studio e di resistenza, qualcosa prima o poi si sarebbe allineato.

Essere inserita tra i 100 Innovatori 2025/2026 di Startup Italia è stato esattamente questo:
non un premio, ma un punto di svolta simbolico.

Il riscatto di una vita su cui nessuno avrebbe mai scommesso.

Nessuno avrebbe scommesso su di me (e forse è stato un bene)

Nessuno avrebbe scommesso su di me.
Per questo ho studiato.
Per questo ho continuato quando mi dicevano:

“Ma che ti metti a fare?”
“Sei troppo ambiziosa.”
“Chi ti credi di essere?”

👉 Potrebbe interessarti:“Quando il successo spaventa più del fallimento”

Non è stato difficile. È stata una sfida continua.

Non c’è stato “un” momento difficile.
È stato tutto una sfida costante.

La ferita più grande?
Non essere riconosciuta per il mio lavoro per tanti anni.

Ce l’ho fatta senza raccomandazioni.
Senza scorciatoie.
E questo, in certi ambienti, è imperdonabile.

Io sono andata avanti lo stesso.

👉 Ti consiglio di leggere anche: “Come evitare le trappole che ostacolano il tuo successo imprenditoriale”.

Cosa ho portato davvero (e perché dà fastidio)

Startup Italia mi descrive così:
Ceo di Migliorabilità, ha collaborato con freelance e imprenditrici italiane supportandole nel loro processo di crescita professionale. Dalla Svezia ha portato un mindset focalizzato su competenze e risultati.

La verità è più semplice e più scomoda.

Io dico che:

  • bisogna studiare
  • non esistono formule magiche
  • i soldi facili sono una bugia
  • la competenza non si improvvisa

Io e te, l’uno di fronte all’altro.

Questo approccio dà fastidio perché toglie alibi.
Perché smonta la narrazione del “tutto e subito”.
Perché restituisce alle persone una responsabilità che molti non vogliono prendersi.

👉 Potrebbe interessarti: “Smettere di forzarsi: costruire risultati senza sfinirsi”

Da giornalista sottopagata a imprenditrice riconosciuta

Sono stata una giornalista pagata 6 euro a pezzo.
Oggi so esattamente quanto valgo.

Ho dovuto imparare una cosa fondamentale:
restare in un sistema che ti svaluta non è fedeltà. È auto-sabotaggio.

Allontanarmi dall’Italia è stata una scelta necessaria.
Essere oggi riconosciuta dal mio Paese per le mie sole forze è un orgoglio che porto con rispetto, ma senza falsa modestia.

👉 Potresti leggere questo articolo:“Brand o maschera? La linea sottile tra autenticità e costruzione”.

“Vai avanti”

C’è un’immagine che mi accompagna.
Un sogno. Io davanti a Oriana Fallaci, nel Cimitero degli Allori, dove riposa.
Mi minaccia con il bastone da passeggio e mi dice:
“Vai avanti.”

Lo sto facendo.

Questo riconoscimento non mi ferma. Mi obbliga.

Essere tra i 100 Innovatori di Startup Italia non è un punto di arrivo.
È una responsabilità nuova.

Perché in Italia ci sono migliaia di professionisti capaci che non vengono visti.
Non perché non valgano.
Ma perché nessuno ha insegnato loro come stare nel mondo professionale senza snaturarsi.

Io continuerò a lavorare per questo.
Per chi studia.
Per chi non improvvisa.
Per chi non cerca scorciatoie emotive o narrative.

A chi dedico questo riconoscimento

Alla Nicoletta svalutata di dieci anni fa.
E a chi oggi si sente invisibile.

Se stai leggendo questo articolo e ti senti fermo, stanco, fuori posto:
è possibile farcela.
Ma non nel modo che ti hanno raccontato.

E sì, lasciamelo dire fino in fondo:

Un bel vaffanculo a chi ha cercato di fermarmi.

Io resterò sempre la stessa:
testarda, curiosa.
E non ho ancora finito.

Se senti che è il momento di costruire qualcosa di solido, autentico e tuo, nei miei percorsi di lavoro accompagno professionisti e imprenditori a farlo con metodo, competenza e visione.

👉 Scopri Migliorabilità 365 o richiedi una consulenza personalizzata.

Condividi articolo